XXXX 2026
LA STRADA DEL CASTELLANO (AL)
spostamento in auto
Nella Val Borbera, attraversando le morbide colline tra i paesi di Sorli e Borghetto Borbera, scoprendo un misterioso castello e un antico santuario...
ATTENZIONE: RICORDIAMO A TUTTI CHE, PER PARTECIPARE ALL’USCITA, OCCORRE ESSERE TESSERATI
ALL’ASSOCIAZIONE LA PIETRA VERDE E.T.S. (COSTO € 10.00 L’ANNO)
ALL’ASSOCIAZIONE LA PIETRA VERDE E.T.S. (COSTO € 10.00 L’ANNO)
Lunghezza dell’itinerario: km 13 A/R
Dislivello in salita: m 290 circa
Dislivello in discesa: m 290 circa
Altitudine massima: m 665 slm
Segnavia N° 200
Difficoltà: T (per tutti)
LA STORIA
Il Castello di Sorli
Non si sa di preciso quando il castello venne costruito, sappiamo che il castello faceva parte di una lunga fila di manieri utili per fermare i barbari prima degli Appennini genovesi. Questi vennero costruiti su ordine del generale romano Costanzo Cloro attorno al V secolo e servivano per creare un confine dalle Alpi Cozie all'Adriatico.
Il primo scritto in cui il castello viene citato è di Papa Adriano IVdel 1157, in una lettera di risposta al vescovo di Tortona, dopo che questa era stata presa da Federico Barbarossa. In questo scritto, Adriano IV regalava al vescovo e ai suoi successori alcune terre, chiese e castelli, comprendendo quello di Surlae.
In seguito divenne possesso di Giangaleazzo Visconti duca di Milano e da questi a Bernardo Lunati che ne rimasero in possesso del feudo rimase sino al 1753 quando venne inglobato nel regno di Sardegna.
Oggi il castello si trova in pessimo stato di conservazione, ridotto a un rudere. In origine era formato da una massiccia torre a base quadrangolare, con funzione di mastio, e da un altro edificio a base rettangolare con aperture ad arco a sesto acuto. I due collegati da una cinta muraria che chiudeva un cortile di forma rettangolare irregolare.
L’Oratorio di San Martino
La piccola chiesa è sicuramente di origine medioevale, la datazione è riscontrabile intorno al XII sec. Il campanile presenta la classica copertura romanica. La struttura è costituita da bifore cieche che ritmano il campanile per non renderlo troppo pesante all’occhio umano. L’abside invece è poligonale. La struttura presenta ancora i conci utilizzati nella costruzione. La facciata invece, a capanna, presenta due lesene con pietra a vista che la incorniciano. Il resto è intonacato. La porta, firmata da Giacomo Bagnasco, è del 1896. A sovrastare il portone invece è un rosone polilobato.
Sul muro dalla parte del campanile troviamo un arco a tutto sesto, che si riproduce internamente. Probabilmente quest’apertura, oggi murata, accoglieva un portico, centro di ricovero per viandanti.
La chiesa è ad una sola navata. L’interno è intonacato. L’arco, le lesene e l’abside invece sono state mantenute con la pietra a vista.
Sulla parete sinistra dell’unica navata troviamo l’affresco di San Martino. Marco Raffa su I segni del tempo (Lions) cerca di analizzarlo. Innanzitutto ci indica che, a differenza del classico S. Martino, non presenta il mantello (la tradizione ci dice che S. Martino divise il suo mantello con il povero), ma al suo posto larghe maniche, tipiche del Trecento. Il colore giallo-oro invece è presente già alla fine del Duecento. Ma l’abito indossato è tipico del Quattrocento. Secondo Il Raffa la posizione delle mani indicherebbe che il personaggio impugnasse qualche oggetto o strumento, ma il frescante ignoto ha voluto probabilmente rappresentare San Martino in pose, così come in abiti, civili: essendo stato un cavaliere vorrebbe sottolineare la rinuncia a tutte le attività belliche.
Nella chiesa è presente anche una statua lignea del 1915: dello scultore Vittorio Ferraro, rappresenta la Madonna con Bambino.
Il Santuario della Madonna della neve
Il Santuario, fu eretto nel 1672 sul colle chiamato di Prà San Martino, seguirono i numerosi ampliamenti e restauri sempre stati voluti dalla comunità devota. Originariamente di modeste dimensioni accoglieva sull’altare una pala raffigurante la Vergine Lauretana con i santi Vescovi Martino e Cipriano.
I primi lavori di ampliamento avvennero intorno al 1750: innalzamento, allungamento e allargamento era al centro dei lavori. Intorno al 1860 ulteriori lavori furono necessari: il coro in muratura, il coro in legno e lo spostamento del dipinto della Vergine decorato con stucchi da un artista genovese: Gerolamo Centonaro.
Negli anni tra il ‘30 e il ‘38 del Novecento proseguirono i restauri del campanile, allargamento della navata sinistra, una nuova facciata, nuovo tetto e portico, i cornicioni all’interno. Ancora all’artista Clemente Salsa venne commissionato il rifacimento del presbiterio con affreschi e il restauro dell’icona della Vergine Lauretana. A inizio anni quaranta del Novecento, l’originaria cappella non esisteva più. Ora si presentava un vero e proprio santuario dedicato alla Madonna Della Neve.
Ora la chiesa non si trova più in località Prà San Martino ma in località Ca’ del Bello.
La maestosa Via Crucis che accoglie il fedele fino a giungere alla chiesa è formata da quattordici cappelle datate 1833 per sostituire le più antiche del 1737. Clemente Salsa le ridipinse nel 1927, ma a causa delle intemperie gli affreschi vennero sostituite da bassorilievi in bronzo più resistenti.
La festa si celebra ogni 5 agosto.
L'itinerario
Dalla chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Sorli, imbocchiamo in direzione Ovest, una bella mulattiera che tra boschi di rovere e carpino, conduce ai ruderi del castello di Sorli a m 665 slm. Da questo luogo la vista spazia a 360°, offrendo diversi punti di interesse. Guardando verso Sud ecco i profili dei monti del nostro Appennino: Giarolo e d Ebro e la dorsale che digrada verso la Liguria, a Nord si apre la Pianura Padana e i monti della catena alpina come il Monviso, il Rosa ecc. Sotto di noi le colline del Tortonese e una parte della Val Borbera.
Si prosegue in discesa, sempre attraversando boschi misti, per raggiungere la frazione di San Martino a m 530 slm, dove è situato l'oratorio di San Martino. Ora procediamo per circa 500 metri su strada asfaltata e oltrepassiamo la frazione di Albarasca, svoltiamo a sinistra proseguendo su sterrata fino alla Bocchetta di Albarasca a m 542 slm. Scendiamo leggermente sempre su larga sterrata, incontriamo la lapide che ricorda la morte di un partigiano ed infine ecco aprirsi davanti a noi la larga radura dove è posizionato il Santuario della Madonna della neve a m 492 slm.
Il ritorno avverrà a ritroso sullo stesso percorso.
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RITROVO
Chiesa parrocchiale di Sorli (AL) - ore 9:30 Partenza: ore 9:45 ABBIGLIAMENTO È necessario avere scarponcini da trekking, giacca anti vento, borraccia con acqua, bastoncini telescopici per chi abituato ad usarli. COSTI e PRENOTAZIONI L’uscita prevede un contributo di euro 3,00 a persona per chi parteciperà solo alla camminata Chi abbinerà la camminata al pranzo, il costo è di euro 20,00 che verranno raccolti alla partenza PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO xxxx Prenotazioni ed informazioni: Riccardo 339-6969819 |